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GLORIA JANET PERILLA INCONTRA MARTIN EDUARDO BOTERO Presidente dell’associazione (ECTJ)

“The European Center for Transitional Justice”
L’incontro di oggi e con un personaggio molto illustre nel campo della Giustizia Transizionale il Prof. Avvocato Martin Eduardo Botero presidente di una importantissima associazione internazionale.

“The European Center for Transitional Justice”
L’incontro di oggi e con un personaggio molto illustre nel campo della Giustizia Transizionale il Prof. Avvocato Martin Eduardo Botero presidente di una importantissima associazione internazionale.
Chiedo al presidente di parlarci della Giustizia Transizionale e di cosa si occupa la sua associazione:

-Martin Eduardo Botero:

Parlare di Giustizia Transizionale non è semplice, cercherò di essere il più chiaro possibile.

Con il termine Giustizia Transizionale si fa riferimento ad un insieme di strumenti giudiziali e misure stra-giudiziali che in diversi modi e con differenti approcci sono stati approntati e applicati per riparare alle conseguenze di violazioni dei diritti umani su larga scala.

Processi, quindi, che hanno interessato ed interessano diversi paesi, dove sono avvenute violazioni particolarmente gravi e prolungate dei diritti umani in conseguenza di conflitti e guerre civili, e dove la semplice applicazione di una giustizia individuale, caso per caso, non sarebbe sufficiente.

Gli strumenti tipici includono il processo penale, le commissioni di verità e giustizia, i programmi di riparazione e diverse forme di riforme istituzionali.

-Gloria:

Un agomento non certo facile ma penso che oggi sia  attuale, nel mondo ci sono molti conflitti che molte volte gli organi di stampa e televisione non sempre ne parlano o passano in secondo piano, quindi la vostra associazione ha un compito importantissimo nel mondo.

-Martin Eduardo Botero:

La The European Center for Transitional Justice (ECTJ) è una associazione internazionale senza fini di lucro ed e presente con uffici in diversi stati.

Incentrata sul rispetto della dignità della persona umana e delle iniziative di sostegno alle politiche di pace, alla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Nello specifico, la (ECTJ) mira in primo luogo a sostenere, sviluppare e consolidare i meccanismi di giustizia transitoria nei paesi usciti da un conflitto armato, rafforzando il ruolo attivo della società civile in questo processo, incrementando l’affidabilità della riconciliazione e dei meccanismi per trovare la verità, principalmente mediante il sostegno alle vittime.

La (ECTJ) è costruita in maniera complessiva sulle persone e sulla loro capacità di promuovere forme di riflessione e di confronto, di idee ed esperienze, occasioni e strumenti nuovi per affrontare la complessità dei processi di giustizia transitoria e i meccanismi di verità e riconciliazione.

La (ECTJ) si è impegnata a lavorare in stretta collaborazione con tutte le parti in causa per raccogliere questa sfida.

Siamo un gruppo eterogeneo, composto da persone provenienti da differenti aree geografiche e disciplinari, riflesso di un bisogno collettivo, di superare i confini disciplinari in una visione sistemica di tipo globale.

Gloria:

La vostra missione quindi riguarda soprattutto i trattati di pace nei vari conflitti?

-Martin Eduardo Botero:

L’impatto economico della violenza (guerre, conflitti interni e terrorismo) per l’economia globale nel 2014 è stato di US $ 14.3 trilioni di dollari, circa il 13,4 per cento del PIL del mondo.

Ciò equivale all’insieme delle economie di Brasile, Canada, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.

La spesa militare è stato uno dei più dinamici, uno dei settori più grandi della somma sborsata dai nostri governi, pari a circa US $ 3.09 trilioni.

Il costo del mantenimento della pace delle Nazioni Unite è più che raddoppiato dal 2008 fino al 2015. (Institute for Economics and Peace: 2015 Global Peace Index).
Gli abitanti del pianeta esigono la restituzione di tutte le somme sborsate dai governi e, dunque dei cittadini per finanziare la guerra.

Oggi, ci sono più persone sfollate, circa 50 milioni, dalla fine della seconda guerra mondiale.

La nostra missione è la promozione e rafforzamento del contesto internazionale e regionale per la protezione dei diritti umani, della giustizia, dello Stato di diritto e della promozione della democrazia.

Contribuire allo sviluppo pacifico, più giusto ed umano, più sicuro, delle relazioni internazionali.

Attivare spazi di riflessione “Pubblici” centrati sui temi principali della Giustizia Transitoria, con particolare attenzione al complesso di misure, giudiziari e non giudiziari, per la risoluzione dei conflitti.

Per ottenere risultati occorre quindi creare una sensibilità culturale e politica fortemente attenta alla multiforme complessità del fenomeno di Giustizia Transizionale.

Siamo consapevoli che il piano complessivo di giustizia di transizione per affrontare l’eredità del passato quando non viene affrontato in modo adeguato è una fonte di disordini sociali e spesso contribuiscono a nuove violenze.

Si punta, cioè, a rafforzare la cooperazione giudiziaria nella lotta contro l’impunità.

L’obiettivo della (ECTJ) è sostenere attraverso l’azione organizzativa, seguendo il principio della titolarità nazionale, i negoziati a favore della pace e dei diritti umani, al fine della stabilizzazione delle situazioni post conflitto e normalizzazione della vita sociale ed economica, offrire soluzioni sostenibili e di sostegno a lungo termine, per avviare un progetto di cambiamento politico ed economico verso la democrazia, lo Stato di diritto e la giustizia sociale, e, in materia di promozione dei diritti umani e rafforzamento della fiducia nelle istituzioni.

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