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La Corte penale internazionale – The International Criminal Court (ICC)

The International Criminal Court (ICC)
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La Corte Penale Internazionale e la Giustizia Transizionale: il ruolo della Unione Europea

 

The International Criminal Court (ICC) è la prima giurisdizione internazionale ad aver visto riconosciuta una rilevanza ufficiale in tutto il mondo, visto che è il primo tribunale internazionale ad essere stato istituito al fine di giudicare tutte le categorie di crimini internazionali che potrebbero essere commessi in futuro. La Corte penale internazionale (la «CPI») è un’organizzazione internazionale indipendente con sede all’Aia, nei Paesi Bassi.

 

La CPI, per la prevenzione e la repressione dei crimini gravi che rientrano nella sua giurisdizione, è un mezzo essenziale per promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, contribuendo così alla libertà, alla sicurezza, alla giustizia e allo Stato di diritto, nonché al mantenimento della pace, alla prevenzione dei conflitti e al rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente alle finalità ed ai principi della Carta delle Nazioni Unite.

 

La Corte Penale Internazionale (CPI) è regolata dallo statuto di Roma, entrato in vigore il 1o luglio 2002 e ratificato da tutti i paesi dell’UE. I principi dello statuto di Roma e quelli che regolano il funzionamento della CPI sono perfettamente in linea con i principi e gli obiettivi dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. Il 10 aprile 2006, l’Unione e la CPI hanno firmato un accordo di cooperazione e assistenza che è entrato in vigore il 1o maggio 2006.

 

La CPI si occupa di indagare e processare gli autori di crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e altre gravi violazioni dei diritti umani che costituiscono gravi crimini di diritto internazionale. Questo è un passo avanti davvero significativo e, forse la realizzazione definitiva e sistematizzazione delle pratiche politiche e giuridiche sui meccanismi della giustizia transizionale: nulla pax sine justitia.

Lo statuto della CPI afferma che “è dovere di ogni Stato esercitare la propria giurisdizione penale nei confronti dei responsabili di crimini internazionali” e, sancisce obblighi statali di vitale importanza per la lotta contro l’impunità e il rispetto dei diritti delle vittime.

 

Le Nazioni Unite e la Unione continuano ad accordare la massima priorità alle attività a sostegno del rafforzamento della capacità nazionale di lotta contro l’impunità degli autori di tali crimini, in linea con gli obblighi previsti nei diritti umani internazionali, del diritto umanitario e dei rifugiati per garantire la loro effettiva repressione. In particolare, fornire rimedi e risarcimenti alle vittime. I principi e le norme del diritto penale internazionale sanciti nello statuto di Roma dovrebbero essere tenuti in considerazione in altri strumenti giuridici internazionali.

 

La giurisprudenza della Corte operando secondo il principio di complementarità potrebbe diventare un’istituzione che partecipa direttamente ai processi di giustizia di transizione. La complementarità, in questo contesto, è il principio per il quale la CPI viene considerata come una corte di ultima istanza, il che significa che dovrebbe indagare e perseguire solo qualora le corti nazionali abbiano fallito. E sebbene la giustizia internazionale sia sussidiaria, e la lotta contro l’impunità, in linea di principio, deve essere ritenuta nazionale, la complementarietà ricollega il supporto internazionale a questa istituzione alla promozione stessa dell’accertamento delle responsabilità, della riconciliazione e della riabilitazione e per il rafforzamento delle istituzioni nazionali nei Paesi appena usciti da un conflitto (andando oltre i processi giuridici) (BASSIOUNI 2011, p. 25).

 

Secondo alcuni osservatori, l’ulteriore diffusione del principio della cosiddetta “regola di competenza universale”, sarà un passo importante nella direzione della “giustizia globale”. Questo principio comporta che l’accusa di genocidio e crimini correlati è realizzabile da e in ogni stato e non importa i reati dove sono stati commessi e, senza badare alla nazionalità della vittima o l’autore del reato (LUC HUYSE 2003, p. 102).

La conferenza di revisione ha adottato modifiche dello statuto di Roma, conformemente all’articolo 5, paragrafo 2, dello stesso, per definire il crimine di aggressione e stabilire le condizioni alle quali la CPI può esercitare la propria giurisdizione relativamente a tale crimine; ha altresì adottato modifiche dello statuto di Roma per estendere la giurisdizione della CPI a tre ulteriori crimini di guerra, allorché commessi in conflitti armati non di carattere internazionale, e ha deciso di mantenere per il momento l’articolo 124 dello statuto di Roma. Dette modifiche sono soggette a ratifica o accettazione ed entrano in vigore conformemente all’articolo 121, paragrafo 5, dello statuto di Roma. La CPI esercita la giurisdizione sul crimine di aggressione, con riserva di una decisione che dovrà essere adottata dopo il 1o gennaio 2017 dalla stessa maggioranza di Stati parte richiesta per l’adozione di una modifica dello statuto di Roma (Decisione 2011/168/PESC del Consiglio, del 21 marzo 2011, sulla Corte penale internazionale e che abroga la posizione comune 2003/444/PESC (p. 13)).

 

 

  1. Sul coordinamento delle attività dell’UE volte a raggiungere gli obiettivi della decisione e sull’attuazione del principio di complementarità:

 

 

 

 

  1. Sul impegno dell’UE per combattere l’impunità:

 

  1. Lo strumento europeo per la democrazia ei diritti umani (EIDHR) fornisce assistenza allo sviluppo e al consolidamento della democrazia, dello stato di diritto e il rispetto di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.

http://ec.europa.eu/europeaid/how/finance/

 

 

  1. European Union support to the International Criminal Court: accordo tra la CPI e l’UE di cooperazione e assistenza firmato il 10 aprile 2006 ed entrato in vigore il 1° maggio 2006.

Posizione comune 2003/444/PESC del Consiglio, del 16 giugno 2003, sulla Corte penale internazionale e il successivo piano d’azione del Consiglio: Council Common Position 2003/444/CFSP of 16 June 2003 on the International Criminal Court.

 

Conclusioni del Consiglio sulla Conferenza dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale

 

Conclusioni del Consiglio sulla promozione e la conformità con il diritto internazionale umanitario

 

Conclusioni del Consiglio europeo sulla Corte penale internazionale

vedi inoltre:

 

 

 

 

  1. In termini di attuazione dello Statuto di Roma, il Consiglio europeo ha adottato nel dicembre 2009 il Programma di Stoccolma, (2010-2014), che invita le istituzioni dell’UE a sostenere e promuovere le attività dell’UE e degli Stati contro l’impunità e contro i crimini di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra; e in tale contesto, a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri e la Corte penale internazionale. Gli Stati membri sono incoraggiati a sviluppare lo scambio di informazioni giudiziarie e di migliori pratiche in relazione al perseguimento di questi crimini attraverso la rete europea di punti di contatto: decisione 2002/494/GAI del Consiglio giustizia e affari interni, del 13 giugno 2002, relativa all’istituzione di una rete europea di punti di contatto in materia di persone responsabili di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra e la sua risoluzione legislativa del 9 aprile 2002; decisione 2003/335/GAI del Consiglio, dell’8 maggio 2003, relativa all’accertamento e al perseguimento del genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra e la sua risoluzione legislativa del 17 dicembre 2002.

 

 

  1. L’UE cerca sistematicamente l’inclusione di una clausola diretta a sostenere la CPI nella negoziazione e negli accordi con i paesi terzi. L’accordo di Cotonou riveduto del 2005, che si applica a 75 paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e l’Unione europea, vincola alle parti all’effettivo funzionamento della Corte penale internazionale sia nel Preambolo che nel e l’articolo 11, paragrafo 6, sulla promozione della pace e della giustizia nel mondo). Il nuovo accordo evidenzia l’interdipendenza tra sicurezza e sviluppo puntando sulla costruzione della pace e sulla prevenzione dei conflitti.

 

 

  1. La valutazione della prassi e della giurisprudenza in materia di giustizia penale internazionale, al fine della revisione dello Statuto di Roma, è stato al centro della Conferenza sulla giustizia penale internazionale, tenutosi a Torino14-18 maggio 2007.

 

 

  1. Justice Rapid Response (JRR) è una struttura multilaterale per implementare la giustizia penale rapidamente, addestrati per le indagini internazionali e al servizio degli Stati e le organizzazioni internazionali.

 

 

  1. La Coalizione per la Corte penale internazionale (CICC) include 2.500 organizzazioni della società civile in 150 diversi paesi, che lavorano in partnership per rafforzare la cooperazione internazionale con la CPI; assicurare un processo giusto, efficace e indipendente; rendere una giustizia visibile e universale; e far avanzare le leggi nazionali che garantiscono la giustizia alle vittime di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

 

 

  1. Più informazioni: Risorse Internet

 

Links :
Homepage : https://www.icc-cpi.int/

Coalition for the International Criminal Court: http://www.iccnow.org/

Questo sito contiene il testo completo dello Statuto di Roma: https://www.icc-cpi.int

Questo è il sito delle Nazioni U

nite contenente le attività recenti, documenti e informazioni di carattere generale per quanto riguarda il ICC: http://www.un.org/law

References – Riferimenti
Human Rights Watch. The selection of Situation and Cases for Trial before the International Criminal Court, 2006. https://www.hrw.org/legacy

Human Rights Watch. The International Criminal Court: How Nongovernmental organizations can contribute to the prosecution of war criminals, 2004. https://www.hrw.org/legacy

 

 

Practice Areas :

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