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Il camino verso una giustizia internazionale, la giustizia transizionale ed in materia di lotta all’impunità, nasce, si forma e consolida dopo la seconda guerra mondiale con la creazione dei tribunali penali internazionali speciali (militari) ad hoc, misti o permanenti per giudicare i responsabili dei crimini di guerra e contro l’umanità.

 

Può essere o di prima generazione, tribunali storici, con giurisdizione limitata ad un lasso di tempo – Processo di Tokyo o International Military Tribunal (IMT) e Nuremberg Military Tribunals (NMT) – quelli nati affinché fosse amministrata la c.d. “giustizia dei vincitori” – o di seconda generazione, i tribunali ad hoc – International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia (ICTY) ed  International Criminal Tribunal for Ruanda (ICTR) – con riferimento a crimini commessi precedentemente alla sua istituzione – sottesa è la critica della c.d. giustizia selettiva – o dei tribunali ibridi o misti – Special Court for Sierra Leone (SC-SL) e Special Tribunal for Lebanon (STL) – con il coinvolgimento nazionale e internazionale, in cui vi è la collaborazione tra la nazione dove sono stati perpetrati i presunti crimini, definiti in appositi trattati, e organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite.

 

Finalmente, ma non meno importante un tribunale internazionale permanente, basato su trattato: International Criminal Court (ICC) o Corte penale internazionale, creato con la conferenza diplomatica che ha adottato lo statuto di Roma, dove furono riconosciute e poste in essere le basi di una giustizia penale internazionale. Si occupa di genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra, crimine di aggressione e gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra.

 

La giurisprudenza della Corte internazionale penale operando secondo il principio di complementarità, potrebbe diventare un’istituzione che partecipa direttamente ai processi di giustizia di transizione. E sebbene la giustizia internazionale sia sussidiaria, e la lotta contro l’impunità, in linea di principio, deve essere fatto a livello nazionale, la complementarietà ricollega il supporto internazionale a questa istituzione alla promozione stessa dell’accertamento delle responsabilità, della riconciliazione e della riabilitazione e per il rafforzamento delle istituzioni nazionali nei Paesi appena usciti da un conflitto (andando oltre i processi giuridici) (BASSIOUNI 2011, p. 25). Secondo alcuni osservatori, l’ulteriore diffusione del principio della cosiddetta “regola di competenza universale”, sarà un passo importante nella direzione della “giustizia globale”. Questo principio comporta che l’accusa di genocidio e crimini correlati è realizzabile da e in ogni stato e non importa i reati dove sono stati commessi e, senza badare alla nazionalità della vittima o l’autore del reato (LUC HUYSE 2003, p. 102).

 

L’istituzione di questi tribunali rappresentano conquiste storiche destinate a stabilire la responsabilità di gravi violazioni dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario da parte di leader civili e militari.

 

A livello statale, la Serbia ha stabilito per legge nel 2003, la Camera per i crimini di guerra del Tribunale distrettuale di Belgrado e l’Ufficio del Procuratore crimini di guerra della Repubblica di Serbia. In Bosnia-Erzegovina si ha istituito la Camera della Corte di Bosnia-Erzegovina per i crimini di guerra. Il Consiglio d’Europa ha pienamente supportato questi sforzi, in particolare attraverso progetti di cooperazione nella zona (Stakeholders’ Conference on Transitional Justice and Human Rights, p. 2). Harvey Weinstein e Eric Stover difendono in modo convincente la tesi che i tribunali internazionali lavorano meglio in congiunzione con una varietà di altre misure, comprese le iniziative nazionali e locali più attente all’integrazione sociale, la ricostruzione e le necessità e desideri delle persone più direttamente affettate per la violenza (WEINSTEIN STOVER 2004).

 

In parole di CERETTI “se i processi davanti ai Tribunali Penali Internazionali possono senz’altro contribuire a dimostrare l’estensione e la gravità delle violazioni e degli abusi commessi, resta il fatto che l’indagine processuale rimane focalizzata sulle azioni particolari di singoli individui, senza aprirsi all’obiettivo –  irrinunciabile –  di indagare e di portare sulla scena pubblica l’intero quadro delle violazioni. Reputare, infatti, che il processo possa rispondere a questa aspettativa significa illudersi di poter raggiungere attraverso questa via tanto la verità giudiziaria che quella storica” (CERETTI, 2004, p. 2).

 

1.    Il Tribunale militare di Norimberga (NMT)- International Military Tribunal at Nuremberg :

Nel 1945, la scoperta dello sterminio di milioni di persone da parte del regime nazista, ha portato ai governi delle potenze vincitrici alla creazione del tribunale militare internazionale di Norimberga – Accordo di Londra dell’8 agosto, 1945 -. Crimini contro l’umanità, genocidio e crimini di guerra sono conosciuti come crimini internazionali e sono stati definiti per la prima volta nello Statuto di Norimberga. Questo è stato il primo passo verso la creazione di un sistema di giustizia penale internazionale e del processo di giustizia transitoria. La gravità di questi crimini è stato riconosciuto da diverse risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e dallo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Questa ultima nel suo preambolo dichiara che tali crimini rappresentano una grave alla pace, la sicurezza e il benessere del mondo.

 

  • Cliccando sul link, si trovano informazioni sulla Carta di Norimberga e la Carta del Tribunale militare internazionale:

http://avalon.law.yale.edu/imt/imtconst.asp

 

Riferimenti – References

Affirmation of the Principles of International Law Recognized by the Charter of the Nuremburg Tribunal, G.A. Res. 95(I), UN Doc A/64/Add.1 (Dec. 11, 1946)

2. Processo di Tokyo :

Tokyo è il nome che viene utilizzato in riferimento ai procedimenti del Tribunale militare internazionale per l’Estremo Oriente (in inglese International Military Tribunal for the Far East, IMTFE), rappresenta anche un naturale contro altare al processo di Norimberga. È stato istituito per giudicare le più importanti personalità dell’Impero giapponese accusate di aver commesso prima e durante la Seconda guerra mondiale, tre tipologie di crimini: crimini contro la pace (Classe A), crimini di guerra (Classe B) e crimini contro l’umanità (Classe C).

 

3. I Tribunali su scala internazionale creati sotto l’egida delle Nazioni Unite

Questa sezione riguarda i tribunali internazionali non permanenti creati sotto l’egida delle Nazioni Unite al fine di perseguire i responsabili di atrocità e genocidio durante i periodi di guerra. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha creato due tribunali penali internazionali ad hoc nella ex Jugoslavia (ICTY) e Ruanda (ICTR), per affrontare le violazioni del diritto internazionale durante il conflitto nella Jugoslavia e il genocidio in Ruanda del 1990. Questi tribunali speciali hanno dato impulso alla formazione della Corte penale internazionale (CPI).

 

A.    Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY).

L’ICTY è stato creato per giudicare le persone presunte responsabili dei crimini di guerra perpetrati nei Balcani, durante i conflitti degli anni ’90. The international criminal tribunal for former Yugoslavia (ICTY) è stato istituito in virtù della risoluzione 827 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’ICTY si trova a l’Aia, Paesi Bassi.

Cliccando sul link, si trovano informazioni sul tribunale, il testo dei documenti giuridici di base, rinvii a giudizio e le sentenze, comunicati stampa, e una varietà di altre risorse:

http://www.icty.org/

Questo sito fornisce una copertura eccezionale e l’analisi del TPIY e di altri sviluppi all’interno dei Balcani:
https://iwpr.net/

 

B.    Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (TPIR).

Il TPIR è stato creato per giudicare le persone presunte responsabili degli atti di genocidio e delle altre violazioni gravi del diritto internazionale umanitario perpetrate sul territorio ruandese tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 1994.
The International Criminal Tribunal for Rwanda è stato creato l’8 novembre 1994 con la Risoluzione 955 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Con la risoluzione 977 del 22 febbraio 1995, il Consiglio di Sicurezza ha stabilito la sede del Tribunale ad Arusha, in Tanzania.

L’ufficio del procuratore capo e le Camere di prova si localizzano ad Arusha mentre la Camera d’appello si trova a l’Aia (Paesi Bassi). I primi atti d’accusa sono stati emessi nel novembre 1995, in seguito alla elezione dei primi giudici.

 

Cliccando sul link, si trovano informazioni sul tribunale, il testo dei documenti giuridici di base, rinvii a giudizio e le sentenze, comunicati stampa, e una varietà di risorse: http://www.unictr.org/en

 

Vedi inoltre United Nations Mechanism for International Criminal  Tribunals. Homepage:
www.unmict.org

 

Riferimenti – References

Human Rights Watch. Genocide, War Crimes and Crimes Against Humanity – A Topical Digest of the Case Law of the International Criminal Tribunal for the Former Yugoslavia, 2006: https://www.hrw.org

 

Lo Statuto del Tribunale può essere trovato sul sito web: al http://www.un.org/icty/legaldoc/index.htm

 

4. I tribunali ad hoc – The ad hoc tribunals

A.Le Camere straordinarie dei tribunali della Cambogia

Questo sito fornisce notizie, informazioni e commenti di esperti sulle Camere straordinarie dei tribunali della Cambogia – The Extraordinary Chambers in the Courts of Cambodia(ECCC): http://www.cambodiatribunal.org

Vedi inoltre The Law on the Establishment of the Extraordinatery Chambers as amended, 27 October, 2004: http://www.eccc.gov.kh/sites/default/files/legaldocuments/KR_Law_as_amended_27_Oct_2004_Eng.pdf.

 

B. Special Court for Sierra Leone (SCSL)

Il Tribunale speciale per la Sierra Leone è stato istituito nel 2002 a sostegno di una richiesta dal governo della Sierra Leone alle Nazioni Unite nel 2000: la proposta per la creazione di “un tribunale speciale” per affrontare una serie di gravi crimini contro l’umanità e di atti di guerra commessi durante la guerra civile (1991-2002). Il Tribunale speciale per la Sierra Leone è stato il primo tribunale internazionale ad essere finanziato con contributi volontari.

Questo sito include materiale introduttivo alla Corte, il testo dei documenti giuridici di base, i casi e comunicati stampa: al http://www.rscsl.org/

Vedi inoltre The Special Court for Sierra Leone, Statute of the Special Court for Sierra Leone, 14 August, 2000: al http://www.sc-sl.org/LinkClick.aspx?fileticket=uClnd1MJeEw%3D&

UN Security Council Resolution 1315 (2000): http://www.rscsl.org/Documents/Establishment/S-Res-1315-2000.pdf

C. Bosnia and Herzegovina War Crimes Chamber
È da osservare che la Camera crimini di guerra di Bosnia e Herzegovina non opera sotto l’egida delle Nazioni Unite. A tale proposito, occorre ricordare che War Crimes Chamber ha iniziato ad operare ufficialmente il 9 marzo 2005: Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza N ° 1503 (agosto 2003) e N ° 1534 (marzo 2004).

Links:
Court of Bosnia and Herzegovina: http://www.sudbih.gov.ba/?jezik=E

Taluni documenti, in particolare quelli che si riferiscono ai testi giuridici possono essere consultati sul sito della Camera: al http://www.sudbih.gov.ba/?opcija=sadrzaj&kat=6&jezik=e

Riferimenti – References
Human Rights Watch: “Looking for Justice. The War Crimes Chamber in Bosnia and Herzegovina” (2006):
http://pantheon.hrw.org/reports/2006/ij0206/

Vedi inoltre Amnesty International, “Bosnia”, extract from the Annual Report 2006 :
http://www.amnesty.be/je-veux-m-informer/rapports-annuels/Le-Rapport-annuel-2006/Europe-et-Asie-centrale,1188/article/bosnie-herzegovine

 

D.  Il Tribunale speciale per il Libano – STL Special Tribunal for Lebanon

Molto recentemente, il 30 maggio 2007, un Tribunale speciale per il Libano è stato creato dal Consiglio di sicurezza. Le Nazioni Unite ed il governo libanese, il 23 gennaio 2007, hanno firmato un accordo per la creazione del Tribunale speciale per il Libano, Il Tribunale ha aperto il 1° marzo 2009 nella città di Leidschendam, vicino L’Aja (Olanda). Si tratta di un’organizzazione giudiziaria indipendente, non inserita nel quadro delle Nazioni Unite.

Questo sito fornisce notizie, informazioni e commenti di esperti sul Tribunale speciale per il Libano: http://www.stl-tsl.org/en/

E. Programma di giudici internazionali in Kosovo – Programme of international judges in Kosovo

Due programmi volti a integrare i giudici e pubblici ministeri internazionali nel sistema di giustizia penale del Kosovo sono stati statuiti per la lotta contro l’impunità ed il ripristino dello stato di diritto nel dopo la guerra. Questi programmi comprendono giudici e pubblici ministeri internazionali, ai quali sarebbero stati concessi gli stessi poteri dei giudici locali in materia penale.

L’obbiettivo è garantire che i procedimenti penali siano condotti in modo indipendente ed imparziale o comunque in modo coerente con i fini del diritto internazionale.

In particolare, i due programmi sono: La Cour Kosovare pour les Crimes de Guerre et les Crimes Ethniques (KWECC) e le programme de juges et procureurs internationaux de la MINUK. Entrambi possono essere consultati sul sito web: al
www.trial-ch.org

F. Judicial System Monitoring Programme di Timor Est

Questo sito web contiene un report della Corte di Timor Est. http://jsmp.tl/en/

G. Chambres africaines extraordinaires

A seguito di una decisione della Corte internazionale di giustizia, il Senegal si è impegnato attivamente nei negoziati con l’Unione Africana. La Conferenza dei Capi di Stato e di governo dell’Unione africana ha invitato il Senegal ad assicurare, insieme con la Commissione dell’Unione africana, un coordinamento delle indagini e delle azioni penali per i reati commessi in Ciad dal 1982 al 1990.

Da allora in poi il Senegal, ha introdotto un emendamento nella Costituzione e firmato un accordo con l’Unione africana, il 22 agosto 2012, riguardante l’istituzione di un Tribunale speciale all’interno del sistema di giustizia senegalese. Nel dicembre 2012, il Senegal ha adottato una legge che consente la creazione di questo corpo giuridico speciale, il cui statuto è stato adottato il 30 gennaio 2013. Questo corpo giuridico speciale è stato inaugurato l’8 febbraio 2013: Chambres africaines extraordinaires. Le attribuzioni giudiziarie di queste Camere sono regolate da norme specifiche: il diritto penale internazionale, il codice penale ed il codice di procedura penale del Senegal. Lo svolgimento della propria attività istituzionale finirà una volta che le decisioni giudiziarie finali siano state eseguite.

Links:

Statut des Chambres africaines extraordinaires

https://www.hrw.org/fr/news/2013/01/30/statut-des-chambres-africaines-extraordinaires;

http://www.trial-ch.org/fr/ressources/tribunaux/tribunaux-hybrides/chambres-africaines-extraordinaires.html

References – Riferimenti

Human Rights Watch, ‘The Trial of Hissène Habré- Time is Running Out for the Victims’, (2007) 2 Human Rights Watch, disponible aussi sur http://www.hrw.org/legacy/backgrounder/africa/habre0107/habre0107web.pdf.

Human Rights Watch, ‘Chad: The Victims of Hissène Habré Still Awaiting Justice’ (2005) 17 Human Rights Watch, disponible aussi sur http://www.hrw.org/reports/2005/chad0705/chad0705.pdf.

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