sculptures-835609_1920In questa sezione troverete i collegamenti ai vari Rapporti del Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla promozione della verità, giustizia, riparazione e garanzie di non ripetizione. In this section you will find links to various reports of the Special Rapporteur of the United Nations on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-repetition.

Il termine giustizia di transizione identifica un oggetto di studio molto vasto, che da due decenni almeno è al centro del dibattito giuridico e politico nella comunità internazionale, innanzitutto nelle Nazioni Unite.

Nella definizione più comunemente utilizzata ad oggi ed anche la più nota, proposta del Segretario generale dell’ONU nella relazione sullo stato di diritto e la giustizia di transizione nelle società in situazione di conflitto e post-conflitto, si descrive la giustizia di transizione come l’intera gamma di processi e meccanismi associati ai tentativi di una società di venire a patti con un passato di abusi su vasta scala, al fine di determinare le responsabilità, fare giustizia e raggiungere la riconciliazione. Tra di essi si possono annoverare meccanismi giudiziari e non giudiziari, con (eventualmente) diversi livelli di coinvolgimento internazionale e perseguimento di singoli (giustizia penale), riparazioni, accertamento della verità, riforme istituzionali, controllo e revoca di cariche, o una loro combinazione ((S/2004/616, capoverso 8).

La Alta Commissionata delle Nazioni Unite per i Diritti umani segnala che “la giustizia di transizione deve aspirare ad aiutare a trasformare le società oppresse in società libere affrontando le ingiustizie del passato attraverso misure che cerchino di assicurare un futuro equo. In questa nozione rientrano i delitti e i gravi abusi commessi durante il conflitto che sboccò nella transizione, cosi come le violazioni dei diritti umani commesse prima del conflitto e che furono la sua causa o contribuirono al suo scatenamento” (ARBOUR 2006).

Una visione più ampia del concetto di justice transitionnelle è stata riproposta recentemente nella Dichiarazione della Riunione di Alto Livello sullo Stato di Diritto dell’ONU, che si è tenuta nel settembre 2012: gli Stati Membri sottolinearono l’importanza di un approccio globale della giustizia di transizione che comprenda tutta la gamma di misure giudiziari e non giudiziari dirette a garantire la resa di conti, fare giustizia, offrire vie di ricorso alle vittime, fomentare la cicatrizzazione delle ferite e la riconciliazione, stabilire entità indipendenti che sopraintendano i sistemi di sicurezza, ristabilire la fiducia nelle istituzioni dello Stato e promuovere lo stato di diritto. Osservarono inoltre, che queste misure che includono processi di ricerca della verità, tra essi quelli che investigano i tipi di violazioni precedenti delle norme internazionali di diritti umani ed il diritto internazionale umanitario, come le sue cause e conseguenze, sono strumenti importanti che possono servire da complemento ai processi giudiziali (General Assembly, A/HRC/RES/18/7. punto 21).

In marzo di 2010, il Segretario Generale delle Nazioni Unite fece pubblica la sua “Nota orientativa sulla messa a fuoco delle Nazioni Unite alla giustizia di transizione. Nel suo principio 9 si fa un appello alle Nazioni Unite affinché si sforzino per garantire che i processi e meccanismi della giustizia transizionale prendano in considerazione le cause profonde di un conflitto o di un governo repressivo e combattano le violazioni che si commettano di tutti i diritti, compresi i diritti economici, sociali e culturali.” Nella nota orientativa si sottolinea inoltre che quella messa a fuoco è necessaria affinché prevalga la pace (A/HRC/12/18, par. 3 e 59 a 65).

Il fatto che i meccanismi di giustizia transizionale vengono sempre di più utilizzati per la legittimazione, la regolamentazione e la gestione dei post conflitti all’interno di una determinata società statale fa comprendere l’importanza crescente che essa ha assunto nella comunità giuridica internazionale. I responsabili politici hanno pertanto preso coscienza del ruolo privilegiato che la giustizia transizionale può svolgere per la risoluzione di conflitti e la democratizzazione.
L’incremento di processi di giustizia di transizione nella comunità internazionale ha allargato il coinvolgimento di una serie di organismi internazionali, anzitutto delle Nazioni Unite, che definisce come primo obiettivo dell’organizzazione il ‟mantenimento della pace e della sicurezza internazionale” (art. 1 della Carta).

 

A livello mondiale i lavori più significativi in materia di giustizia transizionale sono stati intrapresi delle Nazioni Unite, come dimostra l’incorporazione di politiche, strumenti e programmi di giustizia di transizione nel consolidamento delle operazioni di pace ed il processo di democratizzazione delle Nazioni Unite. Tale approccio si applica all’intero ciclo della crisi (prevenzione del conflitto, gestione della crisi, stabilizzazione, ricostruzione, riconciliazione, sviluppo) con l’obiettivo di preservare la pace e rafforzare la sicurezza internazionale.

 

Tra le prime novità normative più importanti abbiamo:

–    La Risoluzione n. 40/34 del 29 novembre 1985 dell’Assemblea Generale dell’ONU, che dichiara i Principi base della Giustizia per le Vittime di crimini e di abusi di potere;

–    La Risoluzione 1325 (S/RES/1325) relativa alle donne, alla pace e alla sicurezza adottata il 31 ottobre 2000 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che definisce le esigenze in questo campo, facendo obbligo agli Stati, alle parti coinvolte in un conflitto armato e a tutti gli attori impegnati nella promozione della pace di: – promuovere una maggiore partecipazione delle donne alla promozione della pace; – prevenire la violenza specifica di genere e salvaguardare esigenze e diritti di donne e ragazze durante e dopo i conflitti armati; – integrare una prospettiva di genere in tutti i progetti e programmi di promozione della pace.

Sono stati compiuti i primi passi verso un processo di costituzionalizzazione delle relazioni internazionali e di trasferimento di funzioni statuali alle Nazioni Unite.
In tempi più recenti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato:

–    La Risoluzione sui Basic Principles and Guidelines on the Right to a Remedy and Reparation for Victims of Gross Violations of International Human Rights Law and Serious Violations of International Humanitarian Law (2006). Nella stessa ottica si pone quella addotata dalla Commissione sui Diritti dell’Uomo “Basic Principles and Guidelines on the Right to a Remedy and Reparation for Victims of Gross Violations of International Human Rights Law and Serious Violations of International Humanitarian Law.” (2005);

–    United Nations. Office of the High Commissioner for Human Rights. Rule-of-Law Tools for Post-Conflict States: Reparations Programmes. New York: United Nations, 2008;

–     UN Office of the High Commissioner for Human Rights. Rule-of-Law Tools for Post-Conflict States: Vetting: An Operational Framework. New York; Geneva: UN, 2006.

–   Le Linee Guida della Relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite sul primato del diritto e della giustizia di transizione nei conflitti e nelle società post-conflitto (S/2004/616), comprese le relative raccomandazioni ivi contenute;

– La Relazione del Segretario generale sul rafforzamento dell’azione dell’ONU a favore dello Stato di diritto (A/61/636/, -S/2006/980), nonché la sua relazione sul rafforzamento della mediazione e delle sue attività di sostegno (S/2009/189).

 

A livello istituzionale, sono state adottate:
– La Risoluzioni della Commissione per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite sui diritti umani e la giustizia di transizione (2005/70 del 20 aprile 2005), sull’impunità (2005/81 del 21 aprile 2005) e sul diritto alla verità (2005/66 del 20 aprile 2005);

– La Risoluzione 60/147 del 16 dicembre 2005 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sui principi di base e gli orientamenti concernenti il diritto a un ricorso e al risarcimento delle vittime di palesi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e di gravi violazioni del diritto umanitario;

– Le Risoluzioni 9/10 del Consiglio dei diritti umani del 24 settembre 2008 sui diritti umani e la giustizia di transizione e 9/11, sempre del 24 settembre 2008, sul diritto alla verità;

– La Risoluzione 12/12 del 12 ottobre 2009 del Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sul diritto alla verità;

– La Dichiarazione del presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 16 aprile 2010 sul tema denominato “Consolidamento della pace dopo i conflitti”;

– Le Risoluzioni 1888 (2009), 1889 (2009), 1960 (2010), 2106 (2013) e 2122 (2013) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

– La Dichiarazione del Presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 29 giugno 2010 dal titolo “Promozione e rafforzamento dello Stato di diritto nelle attività di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”;

– La Risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 31 ottobre 2000 sulle donne, la pace e la sicurezza;

– La Risoluzione 2122 del Consiglio di sicurezza del 18 ottobre 2013 volta a rafforzare il ruolo delle donne in tutte le fasi della prevenzione dei conflitti;
– La Risoluzione 2151 del Consiglio di sicurezza del 28 aprile 2014 sul mantenimento della pace e della sicurezza internazionali – riforma del settore della sicurezza: ostacoli e possibilità.

L’istituzione di commissioni nazionali indipendenti per i diritti umani è una strategia complementare dalle Nazioni Unite, molti sono stati stabiliti nelle società di conflitto e post-conflitto con mandati comprese le funzioni quasi-giudiziale, la risoluzione dei conflitti e dei programmi di protezione. Poi, meccanismi di accertamento sui fatti eccezionali, come ad esempio le commissioni internazionali ad hoc di inchiesta stabilite per esaminare i crimini di guerra commessi in luoghi come l’ex Jugoslavia, Ruanda, Burundi e Timor Est.

Nel corso degli anni, personale specializzato delle Nazioni Unite ha acquisito competenza ed esperienza significativa nell’aiutare i paesi post-conflitto per stabilire processi di giustizia di transizione, ripristinare sistemi di giustizia in frantumi e ricostruire lo stato di diritto.

 

Guiding Principles – Principi Guida
1.    Support and actively encourage compliance with international norms and standards when designing and implementing transitional justice processes and mechanisms

2.    Take account of the political context when designing and implementing transitional justice processes and mechanisms

3.    Base assistance for transitional justice on the unique country context and strengthen national capacity to carry out community-wide transitional justice processes

4.    Strive to ensure women’s rights

5.    Support a child-sensitive approach

6.    Ensure the centrality of victims in the design and implementation of transitional justice processes and mechanisms

7.    Coordinate transitional justice programmes with the broader rule of law initiatives

8.    Encourage a comprehensive approach integrating an appropriate combination of transitional justice processes and mechanisms

9.    Strive to ensure transitional justice processes and mechanisms take account of the root causes of conflict and repressive rule, and address violations of all rights

10. Engage in effective coordination and partnerships

Cfr., Guidance Note of the Secretary-General on United Nations Approach to Rule of Law Assistance. United Nations Approach to Transitional Justice, March 2010, pp.11.
(https://www.un.org/ruleoflaw/files/TJ_Guidance_Note_March_2010FINAL.pdf)

 

Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence
Il 29 settembre 2011, il Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha adottato la risoluzione 18/7, in cui ha deciso di nominare per un periodo di tre anni, un relatore speciale sulla promozione della verità, giustizia, riparazione e le garanzie di non ripetizione. Il Relatore Speciale deve affrontare le situazioni in cui ci sono state compiute gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario. Nel 2014, il Consiglio dei diritti umani ha adottato la risoluzione 27/3, che ha esteso il mandato del relatore speciale per un ulteriore periodo di tre anni.

Nella sua risoluzione, il Consiglio dei diritti umani esprime l’auspicio che l’attuazione di un approccio globale sui quattro elementi di questo mandato (la verità, la giustizia, la riparazione e le garanzie di non ripetizione) dovrebbero contribuire a ” “ensure accountability, serve justice, provide remedies to victims, promote healing and reconciliation, establish independent oversight of the security system and restore confidence in the institutions of the State and promote the rule of law in accordance with international human rights law”.

Inoltre, il Consiglio dei diritti umani invita tutti i governi a cooperare con ed assistere il relatore speciale nello svolgimento del suo mandato, di fornire a lui o lei tutte le informazioni necessarie richieste da lui o lei e di prendere seriamente in considerazione rispondendo positivamente alle sue richieste per visitare il loro paese al fine di consentire a lui o lei di svolgere efficacemente le sue funzioni.

I relatori speciali sono parte delle procedure speciali del Consiglio dei diritti umani. Per ulteriori informazioni su relatori speciali, si prega di fare riferimento alla scheda informativa N ° 27:

http://www.ohchr.org/Documents/Publications/FactSheet27en.pdf

Clicando su questi links si trovano i principali documenti o rapporti del Relatore Speciale dell’ONU:
•    HRC     30th     07/09/2015    A/HRC/30/42     Report of the Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence, Pablo de Greiff:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G15/202/04/PDF/G1520204.pdf?OpenElement

•    GA     69th     14/10/2014    A/69/518 Report of the Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N14/564/67/PDF/N1456467.pdf?

•    HRC     27th     03/10/2014    A/HRC/RES/27/3     Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence:

https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G14/178/74/PDF/G1417874.pdf?

•    HRC     27th     19/09/2014    A/HRC/27/L.4     Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence:

https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/LTD/G14/165/46/PDF/G1416546.pdf

 

•    HRC     27th     17/09/2014    A/HRC/27/56/Add.3     [Informe del Relator Especial sobre la promoción de la verdad, la justicia, la reparación y las garantías de no repetición, Pablo de Greiff – Adición – Misión a España: Comentarios del Estado al informe del Relator Especial]:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G14/163/59/PDF/G1416359.pdf?

•    HRC     27th     28/08/2014    A/HRC/27/56/Add.2     [Informe del Relator Especial sobre la promoción de la verdad, la justicia, la reparación y las garantías de no repetición, Pablo de Greiff – Adición – Misión al Uruguay]:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G14/150/75/PDF/G1415075.pdf?

•    HRC     27th     27/08/2014    A/HRC/27/56     Report of the Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence, Pablo de Greiff:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G14/148/98/PDF/G1414898.pdf?

•    HRC     24th     28/08/2013    A/HRC/24/42     Report of the Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence, Pablo de Greiff:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G13/165/05/PDF/G1316505.pdf?

•    GA     68th     23/08/2013    A/68/345     Report of the Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N13/438/64/PDF/N1343864.pdf?

•    HRC     21st     11/10/2012    A/HRC/RES/21/15     Human rights and transitional justice:
https://documents-dds-ny.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/G12/174/47/PDF/G1217447.pdf

•    GA     67th     13/09/2012    A/67/368     Report of the Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence:

https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N12/508/01/PDF/N1250801.pdf

•    HRC     21st     09/08/2012    A/HRC/21/46     Report of the Special Rapporteur on the promotion of truth, justice, reparation and guarantees of non-recurrence, Pablo de Greiff:

https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G12/158/58/PDF/G1215858.pdf

ALLEGATO
PRINCIPALI STRUMENTI GIURIDICI CONCERNENTI IL DIRITTO UMANITARIO INTERNAZIONALE E ALTRI STRUMENTI GIURIDICI PERTINENTI

—    IV convenzione dell’Aia del 1907 concernente le leggi e le consuetudini della guerra.

—    Allegato della convenzione: regolamento relativo alle leggi e alle consuetudini della guerra.

—    Protocollo del 1925 concernente la proibizione dell’impiego in guerra dei gas asfissianti, tossici o simili e dei mezzi batteriologici.

—    I convenzione di Ginevra del 1949 per il miglioramento della sorte dei feriti e dei malati delle forze armate in campagna.

—    II convenzione di Ginevra del 1949 per il miglioramento della sorte dei feriti, dei malati e dei naufraghi delle forze armate sul mare.

—    III convenzione di Ginevra del 1949 relativa al trattamento dei prigionieri di guerra.

—    IV convenzione di Ginevra del 1949 relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra.

—    I protocollo di Ginevra, del 1977, addizionale alle convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali.

—    II protocollo di Ginevra, del 1977, addizionale alle convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali.

—    Convenzione internazione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.

—    Regolamenti di esecuzione della convenzione internazionale per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.

—    Primo protocollo dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.

—    Secondo protocollo dell’Aia del 1999 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.

—    Convenzione del 1972 sull’interdizione della messa a punto, produzione e immagazzinamento delle armi batteriologiche (biologiche) e tossiniche e sulla loro distruzione.

—    Convenzione delle Nazioni Unite del 1980 sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati.

—    Protocollo I del 1980 relativo alle schegge non individuabili.

—    Protocollo II del 1980 sui divieti o le restrizioni all’uso di mine, trappole e altri ordigni.

—    Protocollo II modificato del 1996 sui divieti o le restrizioni all’uso di mine, trappole e altri ordigni.

—    Protocollo III del 1980 sul divieto o la limitazione dell’impiego delle armi incendiarie.

—    Protocollo IV del 1995 sulle armi laser accecanti.

—    Protocollo V del 2003 sugli ordigni e residuati bellici esplosivi.

—    Convenzione del 1993 sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione.

—    Convenzione di Ottawa del 1997 sul divieto di impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione.

—    Statuto del Tribunale penale internazionale incaricato di giudicare i presunti responsabili di violazioni gravi del diritto umanitario internazionale commesse sul territorio dell’ex Jugoslavia dal 1991, del 1993.

—    Statuto del Tribunale penale internazionale incaricato di perseguire i responsabili delle gravi violazioni del diritto umanitario e degli atti di genocidio commessi nel territorio del Ruanda e i cittadini ruandesi responsabili di genocidio e di gravi violazioni del diritto umanitario commesse nel territorio degli Stati limitrofi tra il 1o gennaio 1994 e il 31 dicembre 1994, del 1994.

—    Statuto di Roma della Corte penale internazionale, del 1998.

—    Protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, sull’adozione di un emblema distintivo addizionale (protocollo III).

—    Convenzione del 2008 sulle bombe a grappolo.

 

 

prosecutions
Nel 1945, la scoperta dello sterminio di milioni di persone da parte del regime nazista, ha portato ai governi delle potenze vincitrici alla creazione del tribunale militare internazionale di Norimberga

Links – Prosecutions Tribunali penali internazionali e Tribunali speciali

Links - Prosecutions. Trials on international crimes - International Criminal Tribunals and Special Courts
corte
La Corte Penale Internazionale è stata istituita nel 2002 per indagare sui crimini di guerra, crimini contro l\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'umanità, genocidio e altre gravi violazioni dei diritti umani che costituiscono gravi crimini di diritto internazionale.
The national flags is flying around the world
Texts and status of United Nations Conventions in penal matters and transitional justice: